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Cambiare la porta di ingresso con le detrazioni fiscali

Porte Blindate a Torino

Sostituire o installare la porta di ingresso di casa conviene perché è un intervento che rientra nelle detrazioni fiscali, al 50%, prorogata dalla Legge di Stabilità

La sostituzione della porta di ingresso permette di godere delle detrazioni fiscali, rispettivamente al 50% per la ristrutturazione edilizia e al 65% per la riqualificazione energetica, entrambe prorogate dalla Legge di Stabilità fino al 31 dicembre 2017. Ma quando si può avere l’una e quando l’altra?

Installare una nuova porta di ingresso con la detrazione al 50%

Per ottenere la detrazione fiscale al 50% per la ristrutturazione edilizia, occorre installare ex novo la porta di ingresso intendendosi come intervento finalizzato a migliorare la sicurezza dell’immobile e al tempo stesso prevenire il rischio di atti illeciti. Tale intervento inoltre può riguardare sia singole unità immobiliari sia parti condominiali. Come qualsiasi altro lavoro ammesso al bonus al 50%, l’importo massima di spesa detraibile è di 96mila euro per unità immobiliare.

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16 -bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Al momento del pagamento del bonifico, banche e Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori e dal 1° gennaio 2015 tale ritenuta è pari all’8%. Per avere la detrazione occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile. Inoltre occorre conservare ed esibire in caso di controlli i seguenti documenti:

  • fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento
  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

In abbinamento alla detrazione fiscale al 50%, chi sostituisce la porta di ingresso può godere anche del bonus mobili, la detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, anch’esso prorogato dalla Legge di Stabilità fino al 31 dicembre 2017. La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito  complessivamente alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici). Con il bonus mobili possono essere acquistati:

  • mobili nuovi quali cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione). E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), quali ad esempio frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. Come per i lavori di ristrutturazione, per avere il bonus mobili occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e di montaggio dei beni. E’ consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito mentre è vietato pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Il contribuente deve conservare inoltre:

  • la documentazione attestante il pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
  • le fatture di acquisto dei beni , riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Sostituire una porta di ingresso con l’ecobonus

Per avere l’ecobonus, la detrazione fiscale al 65% occorre sostituire o modificare una porta di ingresso già esistente. Deve trattarsi di un serramento che delimiti l’involucro riscaldato dell’edificio, verso l’esterno o verso locali non riscaldati, e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre. Inoltre l’immobile su cui verrà sostituita o modificata la porta di ingresso deve essere dotato di impianto di riscaldamento.

Dal punto di vista burocratico per avere l’ecobonus occorre anche pagare i lavori con bonifico bancario o postale parlante e inoltre è necessario acquisire i seguenti documenti:

  • l’asseverazione che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti
  • l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio
  • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati che deve contenere i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese e dell’edificio su cui i lavori sono stati eseguiti, la tipologia di intervento eseguito e il risparmio di energia che ne è conseguito, nonché il relativo costo, specificando l’importo per le spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre trasmettere all’Enea una copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l’invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno in cui viene eseguito il cosiddetto “collaudo”.



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